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Comunicare con gli altri

Dico sempre che è dietro alle limitazioni delle persone che in genere si nascondono i tesori più preziosi. Le prese di consapevolezza di maggiore valore nella mia vita le ho avute durante il percorso di sperimentazione e ricerca intrapreso per eliminare quelli che percepivo essere i miei limiti.

Tale percorso (che tutt’ora ovviamente continua) mi ha dato la possibilità di focalizzarmi su aspetti del mio comportamento che non avrei mai notato se non avessi percepito in essi dei limiti da abbattere.

Ad esempio fu “grazie” alla timidezza che ebbi modo di notare l’importanza della comunicazione non verbale.

Osservai infatti come le piccole alterazioni nel mio tono vocale e le contrazioni nella postura causate dalle sensazioni tipiche della timidezza influenzavano notevolmente l’impatto che ciò che dicevo aveva sulle persone. Purtroppo in termini negativiSmile

Contemporaneamente notai che le persone che riscuotevano maggiore successo nei rapporti interpersonali erano quelle che oltre a saper usare le parole giuste avevano anche un linguaggio del corpo che le aiutava a veicolare il loro messaggio

Una volta liberatomi degli effetti principali della timidezza, decisi quindi di approfondire la conoscenza della comunicazione non verbale al fine di migliorare le mie abilità sociali e comunicare più efficacemente.

Le mie osservazioni sull’importanza del linguaggio non verbale erano giuste. Durante la comunicazione infatti sono quasi sempre gli elementi non verbali (quando presenti) a determinare il grosso del messaggio che viene trasmesso all’interlocutore.

Spesso nell’ambiente della crescita personale (PnlSmile) viene citata la ricerca di Albert Mehrabian, professore di psicologia all’UCLA, secondo la quale le parole rappresenterebbero solo il 7% della comunicazione, il resto è rappresentato dalla comunicazione paraverbale (38%) e dalla comunicazione non verbale (55%).

In realtà questi dati si riferiscono a una modalità comunicativa associata a un contesto preciso, nello specifico quando si comunicano sentimenti come ad esempio simpatia-antipatia.

La cosa più importante nella comunicazione è ascoltare ciò che non viene detto. Peter Drucker

La comunicazione più potente.

Possiamo fare assumere alla stessa frase significati diversi semplicemente accompagnandoli con un linguaggio del corpo differente.

Attraverso la mimica facciale, i gesti, le posture, il tono della voce e altri particolari possiamo trasmettere sicurezza, fiducia e autorevolezza oppure insicurezza, sospetto e paura.

Tutto questo prevalentemente al di sotto della consapevolezza dell’ interlocutore.
Infatti il linguaggio non verbale è una forma di comunicazione molto potente che viene decodificata a livello inconscio e che sarebbe un gravissimo sbaglio ignorare o sottovalutare.

comunicazione non verbale

Ecco i 9 Errori Della Comunicazione Non Verbale Da Evitare

Quando comunicano molte persone commettono questi 9 errori senza rendersene conto. Ecco quali sono per evitarli.

1. Tenere il contatto oculare troppo a lungo o troppo poco.

Mantenere un buon contatto oculare è indice di rispetto e interesse in ciò che gli altri dicono. Tenere il contatto oculare per troppo tempo può far sentire le altre persone a disagio, al punto che potrebbero cominciare a chiedersi “avrò qualcosa tra i denti o una gocciolina che pende dal naso?”. E questa si suppone non sia la tua intenzioneSmile

Guardare poco negli occhi può farti apparire invece poco interessato alla persona o a quello che sta dicendo. In genere chi tende ad evitare il contatto oculare può essere percepito come poco sincero o insicuro.

Inoltre, un cambiamento fisiologico che puoi notare quando il tuo interlocutore è interessato è che le sue pupille subiranno una dilatazione, questo è un indizio che i venditori di tutto il mondo conoscono bene.

2. Irrigidire le spalle.

La postura ideale per una buona comunicazione è rilassata. Quando ti senti teso è più facile irrigidire le spalle e i muscoli in generale e ciò renderà visibile la tua ansia e il tuo nervosismo. Comincia ad osservare il tipo di postura che tieni quando ti trovi a interagire con qualcuno.

Tieni la schiena dritta o stai un po’ curvo in avanti? In che posizione stai quando ti senti sotto pressione? Come stai quando ti senti triste o sconsolato? Il primo passo per migliorare il proprio linguaggio non verbale consiste nell’auto-osservazione.

3. Tenere la testa bassa.

La posizione della testa può trasmettere il grado di fiducia che hai in te stesso. Tenere la testa alta non solo ti farà percepire più fiducioso ma, per via della stretta connessione tra postura e stato emotivo, contribuirà anche a farti sentire in tal modo. Inoltre questa posizione ti aiuterà a essere preso più sul serio conferendoti maggiore autorità.

Per trasmettere invece sensazioni di amichevolezza e dolcezza un trucco poco conosciuto è quello di inclinare la testa giusto un pochino su un lato mentre stai ascoltando. Questa pozione ricorda infatti quella dei cuccioli. E si sa quali sensazioni questi trasmettonoSmile

4. Incrociare le braccia.

Le braccia possono essere viste come la porta d’ingresso del corpo e del sé. Anche se non tutte le volte che incroci le braccia lo fai per chiusura, ricorda che quando sono incrociate possono rappresentare uno scudo difensivo che tiene fuori il resto del mondo.

Una versione estrema che può indicare ulteriore ostilità è caratterizzata dalle braccia molto strette con le mani che si chiudono a pugno. Quando sei teso e ti accorgi che stai assumendo questa posizione sciogli le mani e dai una leggere scrollata alle braccia.

5. Dondolare le gambe.

Le gambe sono la parte del corpo più difficile da controllare consciamente della nostra comunicazione non verbale. Tendiamo a muovere le gambe molto più del normale quando siamo nervosi, stressati o agitati. Il messaggio che stai mandando quando agiti ritmicamente le gambe è chiaro, “sono ansioso e non riesco a stare fermo”. Quindi la cosa migliore che puoi fare e di tenerle più immobili possibile in molte situazioni, specialmente negli incontri lavorativi.

6. Gesticolare velocemente.

I gesti delle mani sono così numerosi che è difficile dare una breve guida. Invece di agitare continuamente le mani mentre stai parlando, prova ad usare i gesti delle mani per enfatizzare quello che stai dicendo, questo ti farà apparire più sicuro in quello che stai dicendo e sembrerai più spontaneo. Per agevolarti in questo puoi usare dei movimenti illustrativi.

7.Tenere le distanze o essere invadente.

La distanza dagli altri è cruciale se vuoi mandare i giusti segnali. Se stai molto vicino potrai essere etichettato come “aggressivo” o “invadente”. Se stai molto lontano potrai sembrare “distaccato” o “freddo”. Nota anche se ti avvicini molto a qualcuno se questa persona si allontana, se è così probabilmente sei entrato troppo nella sua zona di comfort.

8. Ignorare il contatto fisico.

Noi comunichiamo anche attraverso il tatto. Pensa al messaggio che dai con i seguenti gesti: una stretta di mano ferma, un timido tocco sulla spalla per richiamare l’attenzione, un rassicurante colpetto sulla schiena…

9. Scarsa mimica facciale.

L’espressione delle emozioni è veloce e può succedere a volte di perdersi un messaggio. Alcune mimiche sono estremamente rapide, durano una frazione di secondo e prendono il nome di microespressioni. Quindi può essere utile per rimarcare un’emozione enfatizzare la mimica facciale appropriata.

Senza esagerare poiché anche le macroespressioni emotive (che durano intorno ai 3-4 secondi) se protratte per un tempo superiore ai 5 secondi saltano all’occhio perché tendono ad essere interpretate come espressioni non autentiche di un’emozione.

citazione
Per Concludere.

Ricorda quindi che quello che dici è molto meno importante di come lo dici. E che quando parli con le persone la tua comunicazione non verbale influenza fortemente ciò che susciti negli altri.

Seguendo questi accorgimenti farai quanto di più utile per rendere la tua comunicazione incisiva e convincente ed esprimere i tuoi pensieri in un modo più efficace e carismatico.

Eri già consapevole di questi 9 segnali della tua comunicazione o te ne sfuggiva qualcuno?
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