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Ozonoterapia

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L’ozonoterapia utilizza una miscela di ossigeno ed ozono per scopi terapeutici; l’obiettivo del trattamento consiste essenzialmente nell’aumentare la quantità disponibile di ossigeno o dei suoi radicali, attraverso l’introduzione di ozono nel corpo. Diversi metodi possono essere utilizzati per veicolare la molecola di ozono all’interno dell’organismo.

I presunti benefici apportati dall’ozonoterapia sono proposti per il trattamento di numerose malattie. Tuttavia, la validità scientifica di questa strategia terapeutica è molto controversa e non sono disponibili sufficienti prove a sostegno dell’uso di questo trattamento in molti campi, fatta eccezione per la terapia dell’ernia discale, nella quale ha dimostrato benefici riconosciuti dalla comunità scientifica.

Che cos è l’ozono?

L’ozono (O3) è composto da tre atomi di ossigeno disposti a formare un ibrido di risonanza; questa particolare struttura chimica spiega la reattività della molecola ed il suo comportamento a livello biologico. La forma allotropica instabile dell’ozono (cioè la proprietà di esistere in diverse forme chimiche) tende a trasformarlo, in determinate condizioni, in ossigeno biatomico (O2). Due atomi di ossigeno formano la molecola base, mentre il terzo atomo di ossigeno può staccarsi dalla molecola di ozono ed interagire con le molecole di altre sostanze. Oltre ad essere presente nell’atmosfera terrestre, l’ozono, grazie al suo elevato potere ossidante, è utilizzato come agente sbiancante, disinfettante e nella potabilizzazione dell’acqua.

Effetti dell’ozono sulla salute

L’ozono, insieme a forme reattive dell’ossigeno come il superossido, l’ossigeno singoletto, il perossido di idrogeno e gli ioni ipoclorito, viene prodotto naturalmente dai globuli bianchi e da altri sistemi biologici come mezzo per distruggere corpi estranei. L’ozono reagisce direttamente con i doppi legami organici, perturbandoli fino a neutralizzare l’agente invasore. Si ritiene che le potenti proprietà ossidanti dell’O3 possano intervenire nell’infiammazione.

Il rapporto causa-effetto di come l’ozono sia creato nell’organismo e partecipi ai diversi meccanismi fisiologici è ancora oggetto di ricerca e di varie interpretazioni (altri processi chimici del corpo possono innescare alcune reazioni simili). Storicamente, nel 1856, a soli 16 anni dalla sua scoperta, l’ozono veniva applicato per disinfettare le sale operatorie e sterilizzare gli strumenti chirurgici. Nel 1892 venne pubblicato un articolo che descriveva la somministrazione di ozono per il trattamento della tubercolosi. Durante la prima guerra mondiale, i medici lo utilizzavano per curare le ferite, il piede da trincea e gli effetti dei gas velenosi.

Applicazioni ipotizzate dell’ozono medicale (O2 – O3) e valutazione scientifica

L’ozonoterapia consiste nell’introduzione di ozono nell’organismo attraverso diverse modalità di somministrazione:

Via intrarteriosa ed intravenosa;
Iniezione intra-articolare o sottocutanea;
Insufflazione intestinale;
Applicazioni locali, con acqua ozonizzata, creme a base di ozono e olio ozonizzato.
L’ozono può essere introdotto anche mediante autoemotrasfusione: il sangue viene prelevato per via endovenosa dal paziente, esposto all’ozono e rimesso in circolo.

Di solito, queste tecniche prevedono la miscelazione dell’ozono con vari gas e liquidi prima della somministrazione.

Per le applicazioni mediche, il gas prodotto viene somministrato in precise dosi terapeutiche e mai per via inalatoria. L’ozono, infatti, presenta noti effetti tossici sul tratto respiratorio quando inalato dai mammiferi: la molecola reagisce con i tessuti che rivestono i polmoni, innescando una cascata di effetti patologici che possono indurre il deterioramento delle membrane polmonari. Inoltre, quando viene inalato, l’ozono può formare metaboliti €‹che facilitano la patogenesi delle placche aterosclerotiche. La presenza di questi composti, generati dall’ozonolisi e classificati in una classe di secosteroli, è stata confermata nelle arterie aterosclerotiche umane.

I potenziali benefici dell’ozonoterapia sono:

Azione fungicida, azione antibatterica ed inattivazione virale;
Favorisce il rilascio e l’utilizzo dell’ossigeno corporeo;
Provoca il rilascio di fattori di crescita che stimolano la rigenerazione osteoarticolare (adiuvante nel trattamento di ernia discale, reumatismo articolare ecc.);
Analgesica – antinfiammatoria.
L’ozonoterapia è stata proposta per il trattamento di varie malattie, tra cui sclerosi multipla, artrite, malattie cardiache, morbo di Alzheimer, cistite interstiziale, epatite cronica, herpes, infezioni dentali, diabete, degenerazione maculare, cancro, AIDS e malattia di Lyme. È però fondamentale ricordare che l’applicazione medica dell’ozono non ha ancora ottenuto un consenso scientifico unanime, in quanto non sempre si è dimostrata valida come terapia specifica, adiuvante o preventiva.

Il meccanismo d’azione proposto per l’utilizzo dell’ozonoterapia nel trattamento del cancro si basa sulla teoria che le cellule neoplastiche non proliferano in un ambiente che presenta un’elevata concentrazione di ossigeno. L’ozonoterapia, quindi, agirebbe come adiuvante alla radioterapia o alla chemioterapia, aumentando la pO2 interstiziale a livello del tessuto neoplastico e contribuendo così a trattare il cancro. Non esistono prove a sostegno di questa teoria ed un articolo pubblicato nel 2001 sostiene che il potenziale beneficio apportato ai pazienti oncologici è insufficiente. Pertanto, l’ozonoterapia non dovrebbe essere consigliata come forma alternativa per il trattamento del cancro.
Per quanto riguarda l’effetto terapeutico sull’HIV/AIDS, la somministrazione di ozono ha dimostrato risultati promettenti nei test in vitro (la molecola inattiva le particelle virali al di fuori dell’organismo), ma non esiste alcuna evidenza che l’applicazione apporti dei benefici in vivo.
L’ozono è stato suggerito per l’uso in odontoiatria per il trattamento della carie dentale, ma le prove esistenti non supportano eventuali valide applicazioni.
Oggetto di discussione è l’utilizzo dell’ozonoterapia da parte degli atleti, nel tentativo di aumentare le prestazioni (modificherebbe l’ossigenazione nel muscolo a riposo).
Una revisione ha concluso che le iniezioni di ozono rappresentano un trattamento efficace per l’ernia del disco.
Discolisi con ozono: ozonoterapia applicata all’ernia del disco

Una delle applicazioni più diffuse dell’ozonoterapia è relativa al trattamento dell’ernia del disco. La discolisi si basa sull’iniezione di una miscela gassosa di ossigeno ed azoto direttamente nel disco erniato e nella zona circostante della schiena, al fine di stimolare il processo di guarigione. La terapia richiede indicativamente dieci sedute, ciascuna della durata di qualche minuto. Dopo alcune settimane, l’ozono-ossigeno induce la disidratazione del tessuto, eliminando la compressione sulle radici dei nervi ed assicurando sollievo dal dolore, soprattutto in caso di ernia acuta.

Sicurezza

Gran parte delle preoccupazioni relative all’ozonoterapia ruotano attorno alla sicurezza dell’ozonizzazione del sangue: l’ozono ha la capacità di ossidare composti organici nell’ambiente atmosferico, quindi dovrebbe ossidare anche i componenti del sangue e dei tessuti umani. Quando viene infuso nel sangue umano, l’ozono può decomporsi e dare origine a specie reattive dell’ossigeno (ROS) o radicali liberi, altamente reattivi e noti per provocare stress ossidativo e danneggiare molte molecole organiche, oltre ad essere implicati nella progressione di alcune malattie degenerative (come l’aterosclerosi). Per evitare questa conseguenza, le dosi di ozono somministrate non devono eccedere le capacità degli enzimi antiossidanti di impedire l’accumulo di perossido di idrogeno e anione superossido.

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