Hyrje » Uncategorized » Addio a Renato Nicolini – Napolitano : “Uomo di cultura e di passione”

Addio a Renato Nicolini – Napolitano : “Uomo di cultura e di passione”

Da Repubblica

Da Nicola Zingaretti a Massimo D’Alema fino a Enrico Letta e Goffredo Bettini. Da Renata Polverini a Fabrizio Cicchitto, le istituzioni ricordano il ‘padre’ dell’Estate Romana. “Il suo esempio seguito ovunque”

Dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a Massimo D’Alema e Fabrizio Cicchitto. Dalla governatrice del Lazio, Renata Polverini, al presidente della Provincia, Nicola Zingaretti. Le istituzioni politiche di opposte fazioni unite per esprimere il loro cordoglio per la morte di Renato Nicolini, inventore dell’Estate Romana.

Napolitano parla di un uomo “che seppe esprimere la sua vocazione culturale e passione politica, strettamente e originalmente unendole, prima nell’attività di brillante assessore al Comune di Roma, e poi nell’intensa attività parlamentare”, e in un messaggio alla famiglia ha espresso il suo cordoglio “nel ricordo delle tante occasioni di incontro e di comune impegno”.

“Rivoluzionario, uomo di politica, di cultura, di passioni, sempre vissute con il sorriso sulle labbra”, lo ricorda il Pd che annuncia: “Per chi volesse dare l’ultimo saluto a Renato sarà allestita una camera ardente presso la Protomoteca del Campidoglio dalle ore 9 di lunedì 6 agosto per tutto il giorno”. Inoltre, “la famiglia sta predisponendo una piccola cerimonia privata e religiosa a Santa Maria del Popolo nel pomeriggio sempre lunedì prossimo. Ma la sua casa era il Comune, la città”, ha detto il figlio di Renato Nicolini, Simone.

“L’esempio di Nicolini si moltiplicò e fu ripreso dalle amministrazionidi altre città. Uomo lieve ma forte, solido nei suoi convincimenti, ci ha insegnato che la buona politica si fa perseguendo un’idea di servizio alla comunità. Esprimo ai familiari il cordoglio mio e del Partito”, ha osservato Pier Luigi Bersani. Commosse le parole dell’ex sindaco di Roma, Walter Veltroni: “E’ davvero difficile dire addio a Renato Nicolini. Ripensare a lui fa venire in mente gioia, vitalità, creatività, non certo morte. Nicolini ci lascia un segno importante, una idea della cultura e della città frutto della sua intelligenza e di una straordinaria esperienza fatta insieme ad Argan e Petroselli dalle prime amministrazioni di sinistra di Roma. Quelle estati romane sono state preziose e importanti, quegli eventi, quella idea di città aperta e di cultura capace di parlare a tutti sono nella nostra memoria come nella memoria di tutti. A chi parla per lui di effimero viene da rispondere così: non c’è nulla di effimero se resta nella nostra mente come qualcosa di vivo. E poi – ha concluso l’ex sindaco di Roma – quella idea di cultura è stata una risposta straordinaria a chi, negli anni di piombo, voleva che vincesse la paura, he la gente restasse chiusa in casa. Dobbiamo a Renato anche questo”. Goffredo Bettini, membro della direzione nazionale del Pd ha preferito salutarlo con poche ma significative parole: “Per tanti anni un geniale amico, compagno e uomo di governo”. “Ciao Ni – lo ha salutato, sul suo profilo Twitter, il vice segretario del Pd, Enrico Letta – Renato Nicolini se ne va nell’estate più difficile da molti anni, stagione che rendeva più lieta per chi restava nell’asfalto”.

Dal mondo della politica e non solo, in molti hanno voluto ricordare il ‘padre’ dell’Estate Romana. Su Twitter la cantante Fiorella Mannoia ha lasciato un suo pensiero per Nicolini: “Noi romani gli dobbiamo tutti qualcosa”. “La morte di Renato Nicolini ci rattrista e ci addolora. Con lui scompare uno dei principali artefici della politica culturale romana e italiana. Un intellettuale ricco di idee e di progetti innovativi che ha sempre favorito e sostenuto un’idea di cultura popolare vicina alla gente, rivoluzionando la nostra città con quell’idea straordinaria che è stata ed è tuttora l’Estate Romana”, ha detto il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti. Il ritratto di Nicolini è arrivato dal Pd, il partito di cui, lui stesso raccontò, di aver stracciato la tessera per poi però iscriversi di nuovo e provare la candidatura, sostenuta dai tanti amici di sempre, alla carica di sindaco. Ora il segretario romano del partito, Marco Miccoli, ha descritto “quel suo modo geniale e popolare di far condividere la cultura alla città che segnerà per sempre un modo di amministrare e rimarrà un modello e un punto di riferimento per qualsiasi amministratore”. Francesco Rutelli ha espresso grande dolore per la morte di Renato Nicolini. ”Le sue innovazioni hanno segnato uno strappo culturale e civile nel sonno e negli incubi di fine anni ’70. Un cambiamento di primaria importanza che ha accompagnato la mia generazione”. Nicolini si candidò sindaco nel 1993 per Rifondazione Comunista e Rutelli lo chiamò nel 1997 a guidare il Palazzo delle Esposizioni di via Nazionale, dove rimase fino al 2001.

Cordoglio per la scomparsa di Nicolini è arrivato anche dalla comunità lesbica, gay e trans. Nel 1981 promosse insieme al sindaco Petroselli il primo convegno a Roma sulla condizione degli omosessuali nelle grandi aree urbane. “La sua grandissima invenzione, l’Estate Romana, ha aperto anche alla cultura gay la porta delle manifestazioni cittadine. Una lezione importante a cui fare ancora oggi riferimento”, ha sottolineato Fabrizio Marrazzo, portavoce del gay Center.

“E’ stato per tutti un maestro di come si porta la cultura in mezzo alla gente e di come la cultura può alimentare l’anima e l’identità di una città – ha commentato il sindaco di Roma, Gianni Alemanno – Al di là delle visioni politiche, Renato Nicolini è stato una delle persone più creative della recente storia politica e culturale di Roma. Le sue creazioni culturali, e in particolare l’Estate Romana, hanno cambiato la storia della politica culturale non solo della capitale ma di tutte le città italiane”. Secondo Gianni Sammarco, deputato e coordinatore del Pdl Roma: “Ha lasciato un’impronta indelebile che gli sopravvive tuttora”.

Lo soprannominarono ‘il re dell’effimero’ ma il suo modello culturale reinventò le città estive. “Lascia un vuoto incolmabile – ha osservato il deputato del Pd Michele Meta, membro della direzione nazionale dei democratici – Renato Nicolini è stato un protagonista della vita politica e culturale a Roma e in Italia. Un fine intellettuale, un militante e un dirigente del Pci di rara capacità. Nelle giunte di sinistra è stato un protagonista assoluto. L’Estate romana rappresentò un modello con il quale la capitale costruì il suo riscatto in tutta Europa e nel mondo. Non fu solo effimero, ma un mix irripetibile di partecipazione popolare, socialità ed integrazione. Le istituzioni culturali furono rivitalizzate, mentre altre innovative videro la luce in quegli anni. Con Renato Nicolini l’Italia perde uno degli intellettuali più eclettici e originali della seconda metà del ‘900”. Per il senatore del Pd, Vincenzo Vita, “se ne è andato un grandissimo personaggio, che ha illuminato la scena culturale davvero come pochi. E’ stato docente, organizzatore, di mille iniziative, parlamentare, e dirigente politico. Anche artista. Ciò che l’ha reso ancor più significativo e celebre è stato il suo lavoro di assessore alla Cultura del Comune di Roma. Diciamo la verità: Renato ha cambiato il modello stesso degli assessorati alla Cultura. Da allora in poi il riferimento alla magia dell’Estate romana è diventato la stella polare di tutti coloro che se ne sono occupati. Lo rimpiangeremo tanto, tantissimo”. Colpito e addolorato, anche il vice presidente del Senato, Vannino Chiti: “Lo conoscevo personalmente e ne ho apprezzato le qualità e capacità. A lungo impegnato nella vita politica romana e nazionale – fu assessore alla cultura del comune capitolino e deputato per tre legislature – lascia un vuoto che sarà difficile colmare”. Renato, per Giovanna Melandri, ex ministro dei Beni culturali, “ha cambiato il volto della città con il suo estro e con la sua invenzione dimostrando che la cultura può cambiare , appunto il volto di una città e la vita concreta di tante persone”. Per il parlamentare del Pd Ignazio Marino, “lui univa il rigore morale a una sorprendente forza creativa. Era un uomo allegro, pieno di fantasia, che coniugava con una straordinaria capacità amministrativa. A Roma, aveva saputo creare una nuova stagione nonostante il periodo difficile in cui svolse il suo mandato amministrativo. Mi emozionai molto quando decise di sostenere la mia candidatura nel 2009 alle primarie per la segreteria del Partito democratico. Renato resta il simbolo di quanto la politica può fare per essere al servizio delle persone e non di sè stessa”.

“Un uomo di grande intelligenza con idee innovative, spesso geniali. Altro che effimero. Ha lanciato un’idea nuova e moderna di città che ha cambiato e migliorato Roma e che è stata copiata in tutta Italia e in Europa. Renato pensava, voleva ed ha lavorato per fare di Roma una delle grandi Capitali europee. Amava la sua città”, lo ha descritto Esterino Montino, capogruppo regionale del Pd che ha lanciato l’idea: “Ora credo che sia giusto ricordarlo intitolandogli subito una via della città o uno dei tanti luoghi della cultura della Capitale. Credo sia un atto dovuto. Ciao Renato”. Dispiaciuto anche il presidente della Fondazione Italianieuropei, Massimo D’Alema: ”Con la sua passione politica e civile e con la sua creatività ha fatto fare alla città di Roma un salto di qualità dal punto di vista culturale. Quella dell’Estate Romana è stata una stagione straordinaria”. Su Twitter il leader dei Sel, Nichi Vendola, ricordando Nicolini ha proposto: “Far riemergere Roma da degrado e decadenza, sarà miglior modo, vero e non retorico, per rendere omaggio a Nicolini. A lui sarebbe piaciuto”.

Un cordoglio bipartisan. Dalla Regione Lazio è intervenuta la governatrice, Renata Polverini: “Con la sua felice intuizione dell’Estate Romana, avvicinando i cittadini alla cultura unita al divertimento – aggiunge la presidente Polverini – Nicolini è stato protagonista e artefice di una rivoluzione nel mondo culturale della nostra città che perdura ancora oggi”. Dalle fila del Pdl, anche il capogruppo alla Camera, Fabrizio Cicchitto: ”Apprendiamo costernati la notizia della morte di Renato Nicolini. A Roma ha rappresentato un’epoca, l’innesto della fantasia e della cultura nella gestione della città. Tutta questa fase è stata inventata e costruita da lui e da Gianni Borgna e poi politicamente utilizzata con luci e ombre da Veltroni quando è stato sindaco. In ogni caso Nicolini ha avuto in questo contesto una sua propria identità e ad essa e al ricordo di tutto quello che e’riuscito a mettere in campo con rispetto esprimiamo il nostro ricordo”. Francesco Giro, ex sottosegretario ai Beni culturali, lo avrebbe voluto “segnalare dopo l’estate al ministro Ornaghi come nuovo presidente della fondazione Maxxi. Avevo apprezzato in questi anni la sua sensibilità per il museo e sarebbe stato una guida eccellente per quello che dovrà diventare, ma stenta ancora ad esserlo, un polo internazionale della creatività artistica contemporanea”. ”Renato Nicolini fu molto meno effimero di tanti professori eterni”, ha commentato Enzo Carra dell’Udc. Il segretario regionale dell’Italia dei Valori, Vincenzo Maruccio, si augura che “la sua idea di cultura e di socialità torni al centro dell’azione politica del centrosinistra della capitale”. ‘Non solo Roma, “ma tutte le città italiane perdono oggi un grande punto di riferimento, perché Renato Nicolini ha, prima di chiunque altro e con una grande intuizione, superato la dicotomia fra cultura e tempo libero, innescando un circuito virtuoso di rinascita sociale, culturale e sociale degli spazi urbani”, ha precisato Leoluca Orlando, portavoce nazionale di Italia dei Valori.

Dalla Provincia alla Regione Lazio, ancora ricordi. “Il suo lavoro e il suo impegno hanno marcato decenni di sviluppo e di innovazione culturale, ed il suo approccio creativo e moderno ai temi dell’arte e della cultura ha reso i romani cittadini del mondo. Nicolini ha avuto il grande merito di far divenire le politiche culturali una primaria ‘leva di sviluppo’ della città, lanciando una straordinaria stagione di crescita sociale e di cambiamento – ha detto Massimiliano Smeriglio, assessore lavoro e formazione Provincia di Roma – La sua capacità di progettare in modo innovativo e originale ha tracciato una nuova strada nel governo delle città, e sono certo che tutti rimpiangeranno la sua intelligenza e le sue grandi capacità, sempre messe, con coerenza, a disposizione delle battaglie della sinistra”. Cordoglio anche da parte Giancarlo Torricelli, coordinatore romano di Sinistra Ecologia e Libertà Area Metropolitana di Rom: “Uomo di cultura e uno dei più significativi interpreti di una stagione alta del riformismo romano. Quello delle giunte di sinistra, di Petroselli e del risanamento delle borgate, di Nicolini e dell’estate romana”. Giulia Rodano, consigliere regionale e responsabile nazionale Cultura di Italia dei Valori, ha aggiunto: “Con Renato Nicolini scompare non solo un amico, ma anche un uomo coraggioso al quale tutti noi, in particolare quelli tra noi che che amano la cultura, dobbiamo moltissimo. Renato tentò e vinse la sfida di portare nelle piazze i capolavori del cinema, del teatro e della letteratura, restituendo vita e coraggio a una Roma attaccata dal terrorismo e della violenza. Se c’è stato un testimone e un combattente a difesa della centralità e della modernità della cultura, questo è stato Renato Nicolini. Ci mancherà anche per questo, oltre che per la sua ironia, la sua intelligenza, la sua capacità eretica di essere sempre a sinistra, sempre con i deboli, con chi difende i beni comuni”. Con la scomparsa di Nicolini, per Luigi Nieri, capogruppo di Sinistra ecologia Libertà alla Regione Lazio, “se ne va una delle menti più innovative e brillanti di questi anni. Un uomo di sinistra che ha saputo con la sua invenzione dell’estate romana segnare il nostro tempo. Roma oggi perde uno dei suoi uomini migliori”. Mentre Gianluca Peciola, consigliere provinciale di Sinistra ecologia e Libertà chiede al sindaco Alemanno “il lutto cittadino per ricordare una persona che ha amato Roma con passione e visione illuminata”.

Non è mancato il cordoglio degli assessori alla Cultura, suoi colleghi passati e l’attuale Dino Gasperini: “Roma e il Paese perdono un indiscusso protagonista della vita culturale e politica e un grandissimo Assessore alla Cultura che ha lasciato ad ognuno di noi una meravigliosa eredità”. “Dire che Renato Nicolini fosse l’inventore dell’Estate Romana rischia di essere giusto ma anche riduttivo. Quella stagione non fu solo una trovata geniale e occasionale, ma un consapevole progetto culturale e politico, all’insegna della libertà e autonomia della cultura – ha detto Silvio Di Francia, ex assessore capitolino alla Cultura – È questa l’eredità meno effimera che ci lascia Renato Nicolini. Per questo qualche anno fa organizzammo proprio con lui il trentennale dell’Estate Romana, riproponendo il Napoleon di Abel Gance proprio sotto l’Arco di Costantino. Per me si tratta di un dolore profondo anche personale”. Addolorata Cecilia D’Elia, assessore alla Cultura della Provincia di Roma: “Abbiamo perso uno spirito libero. Se ne va l’inventore delle politiche culturali urbane, la sua eredità è tutt’altro che effimera. Le sue ‘Estati Romane’ sono un punto di riferimento ineludibile per chi amministra e un ricordo straordinario per chi le ha vissute”. “Renato fa parte dei ricordi di gran parte della mia vita – ha detto Gianni Borgna, assessore alla Cultura del Comune di Roma nella giunta Rutelli – Ci siamo conosciuti quando eravamo molto giovani e abbiamo continuato a frequentarci sempre. I ricordi sono infiniti. Quando sono diventato assessore sentii tutto il peso del grande lavoro che lui aveva fatto come assessore negli anni delle giunte Petroselli e Argan. Anche allora ci siamo molte volte sentiti e discusso”. Fu Borgna a nominare Nicolini presidente dell’azienda Palaexpo: “Fu lui il primo presidente fino al 2001 – ha chiarito Borgna – Ultimamente lo avevo incontrato spesso, mi aveva parlato anche della sua malattia e mi aveva detto ‘vedrai che me la cavo’. Era allegro e speravo che veramente l’avrebbe superata. Invece, purtoppo così non è stato”.

Tra questi, spicca il commento di Umberto Croppi, ex assessore alla Cultura durante la giunta Alemanno e ora responsabile culturale di Fli. “E’ la perdita non solo di una personalità che ha dato un contributo di fondamentale importanza alla trasformazione del nostro paese ma anche di quella di un protagonista ancora attivo e brillante nella scena italiana e cittadina. Renato Nicolini ha praticamente inventato la figura dell’assessore alla Cultura, introducendo nella pubblica amministrazione italiana l’idea che la promozione e la produzione della cultura rappresentano uno dei principali doveri pubblici. La sua esperienza si impose come modello cui tutti, nel tempo, hanno finito per adeguarsi, fino a rimodellare il ruolo degli enti locali in questo settore. La sua azione, per giunta, si collocò sul crinale del decennio più difficile della politica italiana e le sue colte incursioni, l’uso dell’intrattenimento come fattore di ricostruzione di convivenza civile, costituirono un tassello determinante nella fine degli anni della tensione e della violenza politica. La libertà di pensiero, la curiosità, la capacità di approfondimento e un profondo senso di responsabilità nei confronti degli altri, sono le grandi doti che lo hanno sempre caratterizzato. Pur rimanendo coerentemente legato alla sua formazione politica, già durante il periodo in cui ricoprì il ruolo di assessore, Nicolini ruppe con una idea ferrea dell’appartenenza e della militanza, compiendo gesti di grande apertura e ricerca critica”. Poi Croppi ha racontato il suo rapporto con Nicolini “di proficua collaborazione, fatto di momenti pubblici, iniziative congiunte ma soprattutto di un frequente scambio di idee e riflessioni private. L’ultimo nostro incontro era avvenuto solo pochi mesi fa in occasione della presentazione dell’opera di Filippo Bettini (anche lui scomparso da pochi giorni) che lo studioso aveva voluto far presentare proprio ai due “ex assessori”. La stagione che lo vide impegnato è passata alla storia con la definizione di “effimero” eppure la sua azione ha determinato modificazioni profonde e durature: con lui se va uno dei pochi ad aver lasciato tracce indelebili nella nostra città nel dopoguerra”.

Vizite on line – Visite in tempo reale

Këtë e pëlqejnë %d blogues: