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Suc / Burrel : un pensiero contemporaneo

Missione di Suç-Baz, Albania, 29 luglio 2012
Cari amici.
anche oggi fa molto caldo qui da noi. Siamo a 38 gradi all’ombra… e senza un filo di aria. Di questi tempi sento forte la nostalgia del Gaver e dell’Alta Valle.
Da più di un mese è così… ed è un po’ sfiancante. Ma anche in questo ho imparato a non reagire, a non arrabbiarmi se non riesco a dormire e se sono sempre col sudore addosso, impastato dalla polvere… A prendersela, ci si “scalda” ancora di più. Quindi è proprio vero che ci si abitua a tutto… e anche il caldo non diventa un dramma.
Anche se c’è da dire che, quando siamo stati abituati troppo bene, si fa fatica a ridurre le esigenze, come sta capitando all’Italia e al mondo occidentale, con la “crisi di cui si dice”…
Ma, forse, di crisi economica, in occidente, ce n’è proprio bisogno, per capire il senso della vita (se a pagare non saranno solo i soliti!)… Forse, in questo modo, si ridurrà la crisi di valori e di solidarietà!
A dire il vero, le situazioni di povertà che ci sono qui mi fanno apparire ridicole tutte le notizie e le considerazioni che, in proposito, fanno ogni giorno i telegiornali italiani!

In questi giorni, nel primo pomeriggio, non riuscendo neppure a dormire, mi verrebbe voglia di seguire un po’ di sport in TV. Ma, purtroppo, anche i giochi olimpici, un avvenimento che vuole essere simbolo di pace tra i popoli… sono a pagamento! Anche la nostra mamma RAI, per noi “figli” all’estero, cripta le trasmissioni… Se vogliamo vedere, dobbiamo pagare! Vuol dire che i poveri non hanno diritto a partecipare a questo evento di pace tra i popoli! … e che l’educazione alla convivenza pacifica è riservata ai ricchi (che, fra l’altro, non sanno che farsene!).
Ma poco male. Infatti, da quello che capisco dai telegiornali, ho capito che è tutto un affare… e la pace e l’amicizia tra i popoli è tutta a pagamento, e che la vittoria è appannaggio di quelli che riescono a nascondere il doping…

Oggi ho dovuto sorbirmi un quarto d’ora di notizie sulla vittoria degli arcieri italiani a Londra. Bravi. Ma loro passano più o meno tutto il loro tempo a giocare… a cercare di infilzare un bersaglio con delle frecce. Che fanno di eccezionale?

Più bravo è il mio amico Ardit, il sedicenne che è stato recentemente con me in Italia. Lui, sì, meriterebbe una medaglia!
Dalle 7 del mattino scende al cortile della scuola e, assieme ad una cinquantina di altri, aspetta di essere chiamato a giornata per un pane (1000 lek – 8 euro). Qualche giorno lo chiamano alle 8, altre volte alle 10 e, altre volte ancora… a mezzogiorno, sotto il sole cocente. Ogni tanto torna indietro verso le due del pomeriggio dicendo che, alla fine, non l’hanno preso.
Che deve fare? Per 8 ore di seguito, pulisce i pozzetti costruiti recentemente per l’acquedotto di Baz. Deve entrare da un buco di 50 cm. di diametro e pulire con cazzuola e spazzola un pozzetto di 2/3 metri cubi. All’interno, penso che la temperatura raggiunga i 50/60 gradi (siamo quasi a 40 fuori!). Con l’aria intrisa di polvere… immaginate voi.
Ieri, in 8 ore, insieme ad un amico, ha pulito per bene 12 pozzetti!
Tenuto conto che la distanza di uno dall’altro è di parecchie centinaia di metri… ha fatto un record! Ma la medaglia non è arrivata. Anzi, lui lavora (quando lo chiamano), ma non sa se alla fine lo pagheranno. Non solo non avrà medaglie, ma non è sicuro neppure di avere i suoi 8 euro al giorno!

Per oggi basta così. Per le altre gare… alla prossima puntata. Vi saluto.

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